venerdì 5 dicembre 2014

Fondo di garanzia per l’acquisto e ristrutturazione prima casa

Fondo garanzia per i mutui per la prima casa

Al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della casa di abitazione, la legge di Stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 48, lett. c), ha istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa.

Grazie al Fondo, è lo Stato ad offrire ai cittadini garanzie per l’accensione di mutui ipotecari per l’acquisto - ovvero per l’acquisto e per interventi di ristrutturazione e accrescimento di efficienza energetica - di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale prima casa.

Il Fondo, con una dotazione, a regime, di circa 650 milioni (che potrà essere incrementata con contributi di Regioni e altri enti/organismi pubblici), potrà offrire garanzie su finanziamenti ipotecari per un ammontare complessivo stimato in 20 miliardi di euro.

La garanzia è concessa nella misura massima del 50 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti ipotecari.

mercoledì 8 ottobre 2014

La casa? Ora diventa ufficio... con spazi tecnici e vivibili


Come riorganizzare l'abitazione, conciliando vita privata e lavoro. I pro e i contro. La normativa.


Sulla spinta della crisi tanti liberi professionisti hanno deciso di chiudere i loro uffici tagliando i costi dell’affitto e ripiegare sulla propria abitazione ricavandone una postazione di lavoro e un luogo dove ricevere i clienti. Nonostante la legge stabilisca una netta distinzione tra le destinazioni degli immobili, gli esperti del settore prevedono sempre più un loro uso promiscuo. Ed è la stessa legge 392/78, ad esempio, a prevedere all'articolo 80 la possibilità di mutamento dell'uso convenuto durante il rapporto di locazione. È una facoltà delle parti stabilire contrattualmente l'uso più idoneo a rispondere all'esigenza dell'inquilino, riconoscendo pertanto la possibilità di un uso misto come abitazione del conduttore e sede dove quest’ultimo svolge un'attività lavorativa.

giovedì 14 agosto 2014

Un milione e 300mila euro per 30 mq: è a Londra il monolocale più caro



Se pensate che i prezzi delle case a Milano e Roma abbiano raggiunto livelli astronomici, sappiate che noi italiani siamo ancora fortunati. Sta facendo scalpore, infatti, la notizia di un monolocale al centro di Londra messo in vendita per la cifra monstre di un milione di sterline (circa un milione e 300mila euro).
A pubblicare l'annuncio è stata l'agenzia immobiliare inglese Foxton Real Estates. L'appartamento in questione misura appena 30 metri quadrati e non è un monolocale ultralusso con piscina sul tetto di qualche star capricciosa, ma una normalissima mini-casa.
A giustificare la cifra stratosferica di  43mila euro al metro quadrato è la posizione. Il monolocale si trova infatti nell'esclusivo quartiere di Mayfair, a Upper Brook Street, a pochi minuti a piedi da Bond Street e adiacente ad Hyde Park.

FONTE: affaritaliani.it

giovedì 7 agosto 2014

Aste immobiliari, dalle banche mutui ad hoc per liberarsi del “mattone” pignorato

L'Associazione bancaria italiana fa moral suasion sui tribunali perché semplifichino l'iter di vendita. Obiettivo: guadagnare sul nuovo credito concesso all'acquirente e contenere il ribasso del valore delle case. Ma, come per tutti gli altri finanziamenti, i cordoni della borsa sono più stretti che in passato. E chi partecipa a un'asta deve essere in grado di mettere sul piatto una bella fetta di soldi "cash".


Aste immobiliari, dalle banche mutui ad hoc per liberarsi del “mattone” pignorato

Dopo il prestito vitalizio studiato per gli over 65, arrivano anche i mutui ad hoc per le aste immobiliari. Obiettivo comune: far fruttare il mattone. E, nel caso delle aste, liberarsi di immobili pignorati e guadagnare sul nuovo credito concesso all’acquirente. Inutile dire che, con il mercato del real estate in calo e il rischio di un aumento dei pignoramenti legato alla crisi, la partita in questione è di assoluto rilievo per gli istituti di credito che puntano sul tradizionale attaccamento degli italiani alla casa. Al punto da scomodare direttamente l’Associazione bancaria italiana in una sorta di moral suasion presso i Tribunali di tutto il Paese perché si attivino per accelerare e semplificare, come richiesto dalla riforma sui tempi delle procedure esecutive, l’iter delle aste immobiliari. Non solo. L’associazione guidata da Antonio Patuelli ha anche già promosso convenzioni con un centinaio di Tribunali per facilitare l’accesso al credito nell’ipotesi di partecipazione ad un’asta immobiliare. “I cittadini interessati all’acquisto di un immobile alle aste giudiziarie possono, prima dello svolgimento dell’asta, contattare le banche operanti sul territorio locale e nazionale, per verificare l’offerta del servizio (…) – spiega una nota di Palazzo Altieri – In questo contesto l’Abi (…) ha individuato con diversi Tribunali italiani procedure che prevedono (…) un procedimento utile alla partecipazione alle aste giudiziarie facendo ricorso agli usuali strumenti difinanziamento bancario, mediante l’erogazione di mutui garantiti da ipoteche iscritte sullo stesso immobile oggetto di aggiudicazione”.

lunedì 21 luglio 2014

Risponde Max, l'agente immobiliare


Ogni giorno riceviamo nella nostra mail immobiliarefini@hotmail.it delle vostre domande su tutto ciò che riguarda il mondo immobiliare.

Abbiamo deciso di rendere pubbliche alcune delle vostre domande in modo da potervi consigliare al meglio in caso di acquisto/vendita e locazione.

Se avete altre domande, siamo a Vostra completa disposizione. Basta inviarci un e-mail a immobiliarefini@hotmail.it e riceverete una risposta entro 24h. Il servizio è COMPLETAMENTE GRATUITO e senza alcun impegno. Se vi piace il servizio e vi siamo stati utili vi chiediamo solo di lasciarci un commento.

giovedì 17 luglio 2014

Affitto con riscatto: adesso la Bcc fa da garante tra chi vende e chi compra



LA LEGGENDA DEGLI AFFITTI CON RISCATTO


Credo di essere stato tra i primi a Quarrata a parlare di “rent to buy” conosciuto dai più come affitto con riscatto. Ebbene tra le due formule in realtà vi sono delle differenze.
Il rent to buy nasce all’estero per un tipo di mercato e per una legislatura che differisce molto dalla nostra. Qualcuno ha provato ad adattare la formula, con successo relativo trovando diffidenza da parte di chi vende e di chi compra. Personalmente decisi un annetto fa circa, di approfondire l’argomento, conoscevo la vecchia formula dell’affitto con riscatto partorita della legge Fanfani negli anni ’50 quella inerente gli IACP ovvero alloggi popolari, qualcuno di voi avrà avuto senz’altro una nonna che ha vissuto in affitto in un alloggio popolare riscattato negli anni (di solito 20/25anni) che poi è divenuto di proprietà. Qua parliamo d’altro, il rent to buy prevede una sorta di contratto ove a fronte di un acconto (in genere quantificato in un 10% del prezzo complessivo) si stabilisce una vera e propria “locazione” quindi un canone mensile. Di questo canone mensile si porta a detrazione del prezzo dell’immobile solo il 50% circa per cui poniamo che il nostro immobile costi 200.000,00 euro versiamo in acconto 20.000,00 e poi concordiamo che pagheremo 1.000,00 euro al mese di queste solo 500,00 andranno a decurtare il prezzo dell’immobile. Di solito si conviene tra le parti, che trascorsi tre/quattro anni si debba andare al rogito e quindi davanti al notaio per versare la differenza e quindi divenire proprietari pena la perdita delle somme versate. Attenzione però, da noi questa formula è considerata un ibrido (rent to buy) o meglio non esiste una vera e propria giurisprudenza in merito così com’e stata concepita all’estero, se dovessero infatti nascere delle controversie si potrebbe verificare che il Giudice competente dinanzi ad una diatriba tra le parti possa ritenere che è predominante la parte locatizia come invece quella della vendita, non si hanno certezze. Idem per l’Agenzia delle entrate relativamente a come, chi e quanto tassare le parti.


Raffica di furti nelle abitazioni sos al sindaco



QUARRATA. Da Caserana a Santonuovo, i ladri passano al setaccio le case dei quarratini. Moltissime le segnalazioni di furti da parte dei cittadini nelle ultime settimane. Chi è finito nel mirino dei malviventi, ha il terrore di addormentarsi la sera. Negli scorsi giorni ci sono stati ancora dei furti a Quarrata. Non solo nelle frazioni di confine, ma anche in zona centrale, come l’area tra Violina e via de Gasperi. Tra lunedì e martedì notte i ladri hanno provato a entrare anche nell’abitazione dell’ex ciclista, oggi direttore sportivo della Neri Sottoli, Luca Scinto, a Santonuovo. In molti dei casi denunciati dai cittadini, per intrufolarsi nelle abitazioni i ladri hanno usato il classico trucco del foro negli infissi: fanno un piccolissimo buco in una delle finestre al pian terreno e attraverso questo passano un ferro con cui girano la maniglia dall’interno.
Una cittadina venerdì scorso ha segnalato il problema anche al sindaco Marco Mazzanti, utilizzando, come sempre più spesso avviene, la sua pagina facebook. «La contatto per chiedere se sia reso conto del grande numero di furti che ogni notte vengono compiuti nelle nostre case, per non parlare del grande terrore che noi famiglie derubate proviamo. Credo sia l'ora di fare qualcosa per la nostra serenità portataci via insieme ai gioielli. Non possiamo più essere terrorizzati nelle nostre case. Ci aspettiamo che si attivi con il Prefetto ed anche in fretta» scrive la cittadina.
Mazzanti, che riconosce lo straordinario impegno delle forze dell’ordine ma anche il fatto che il personale a disposizione non sia sufficiente a mettere in sicurezza il territorio, ricorda che «in passato è stata richiesta dall'amministrazione una tenenza dei Carabinieri qui a Quarrata, non accolta però dal Ministero degli Interni».
Insomma, sulla questione sicurezza niente si mai realmente mosso.(b.f.)

FONTE: Il Tirreno

mercoledì 16 luglio 2014

Un progetto per sanare la piaga dei fondi sfitti

Il Comune chiede finanziamenti alla Regione per creare un punto d’incontro tra imprenditori e proprietari e rivitalizzare così il centro quarratino.

QUARRATA. Fondi vuoti e grandi aree commerciali mai decollate, come quella Vellutex al Barba, o come la ex Lenzi in centro. Negli ultimi anni Quarrata ha continuato a perdere “pezzi”, e non solo nel settore del mobile. In questi giorni “Bagaglio Pelletteria” di piazza Risorgimento si prepara a tirar giù il bandone per sempre, dopo 25 anni di attività: ed è solo uno degli storici negozi quarratini che sono stati costretti a gettare la spugna.
Per «rivitalizzare – così si legge nella delibera della giunta comunale - il centro della città attraverso l’attivazione di una rete di collaborazione tra enti locali, privati, imprese, associazioni e cittadini volta allo stimolo dell’imprenditoria, della progettualità e della produzione commerciale», l’amministrazione di Quarrata ha presentato un progetto in Regione, ancora in attesa di finanziamenti. L’obiettivo è quello di organizzare «dei forum, dei focus group per mettere in contatto domanda e offerta», con un occhio di riguardo per i giovani, spiega l’assessore alle attività produttive e al commercio Stefano Lomi. Da una parte i proprietari dei fondi sfitti, dall’altra i potenziali commercianti che hanno intenzione di insediarsi sul territorio, specialmente «in viale Montalbano, ma – precisa Lomi - non sono escluse le altre aree».

giovedì 10 luglio 2014

Finalmente la trovata del secolo!


Da qualche giorno chi spera di avere un tetto sulla testa può ambire al sogno semplicemente giocando a Vinci Casa della Sisal.
Si perchè quando un bisogno si fa reale, sentito e predominante lo Stato c'è.
Semplicemente giocando 5 numeri e azzeccandoli tutti al costo di 5 euro si può vincere una casa da 500.000,00 euro! Già, perchè lo Stato ovvero Sisal ovvero il "benefattore" desidera fortemente tu sia proprietario di casa tua e ti agevola invitandoti a giocare.
Da qualche giorno sulle emittenti televisive viene trasmesso un simpatico spot, l'ennesimo che invita all'azzardo.

Prestito ipotecario vitalizio per gli over 65


Certo, il quotidiano "La Repubblica" 'vende' la notizia come l'ennesima, geniale trovata del nostro premier Matteo Renzi. Ma la realtà è che il provvedimento fotografa con qualche anno di anticipo quella che sarà la triste situazione di milioni di italiani che dopo una vita di lavoro si troveranno di fatto senza pensione. O con assegni di anzianità sufficienti a pagare la pappa al gatto e qualche bolletta. Saranno costretti, quegli italiani che poi siamo noi tra vent'anni, a vendere la propria abitazione di proprietà (per i fortunati che ce l'hanno) alla banca per ottenere in cambio denaro contante col quale tirare la carretta. O garantirsi nel migliore dei casi un tenore di vita appena più gratificante della semplice sopravvivenza.

giovedì 3 luglio 2014

Rendering fotorealistico professionale


Vendere o affittare un immobile spesso risulta difficile perché il cliente non riesce a vedere le potenzialità che puo' avere un appartamento che sia nuovo oppure non ristrutturato. Molte persone che affittano il proprio immobile, forse perché l'inquilino precedente non ha pagato l'affitto e quindi si sono ritrovate a dover sfrattare a proprie spese, non fanno i lavori di manutenzione (imbiancatura, migliorie varie) che rendono un appartamento più grazioso agli occhi del cliente, tralasciando un aspetto molto importante per poter affittare in tempi brevi.
Anche chi vende ha lo stesso tipo di problema: spesso gli immobili non vengono ristrutturati, molte volte nemmeno parzialmente arredati, e le macchie di muffa che all'inizio erano solo in cucina presto si propagano in tutto l'appartamento rendendo sgradevole l'immobile negli anni.
Basterebbe qualche accortezza come areare le stanze, pulire il pavimento, spolverare i mobili e il fatiscente appartamento avrebbe un aspetto diverso. Chi si ritrova ad avere tanti appartamenti non ha tempo da dedicare a tutti gli immobili che possiede e quindi una casa non vissuta continuerà a stare nel mercato in vendita come il rudere di Via Omissis.

martedì 1 luglio 2014

Riscaldamento in condominio sempre possibile il distacco

In condominio è sempre possibile distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza 9526/2014. Per il distacco non è previsto il consenso degli altri condòmini che continuano ad usufruire dell’impianto centralizzato, ma, aggiunge la Cassazione, è necessario che l’impianto non perda efficienza.

Nel caso in cui il distacco avvenga senza che l’impianto subisca una perdita di efficienza, il condomino continua comunque a sostenere le spese per la manutenzione dell’impianto centralizzato dal momento che ne è comproprietario.

Se, invece, il distacco non fa registrare nessun risparmio sul consumo di energia, il condomino deve anche continuare a contribuire al pagamento delle spese di gestione.


lunedì 30 giugno 2014

Affittare una casa vacanza


E' arrivato il momento delle ferie. Un'idea può essere quella di prendere in affitto un appartamento o una villetta per trascorrere alcuni giorni in una bella località di mare, montagna o collina, ma anche nelle numerose città d’arte di cui è ricca l'Italia. Trovare quello che fa per noi è facile se navighiamo tra i numerosi portali specializzati di annunci economici e immobiliari. I proprietari  e le agenzie inseriscono quotidianamente sul web annunci di affitto per le vacanze, mettendo a disposizione dei possibili clienti foto della casa, immagini della località delle vacanze e informazioni utili di vario genere. Basta soloscegliere per il meglio.

Una volta selezionato ciò che interessa, prima di firmare il contratto di locazione, o prima di dare i soldi dell’affitto al proprietario è bene fare attenzione ad alcune cose, come suggerisce l’Aduc.

Sia l’inquilino che il proprietario di casa devono sapere che:
- la casa deve essere arredata, esclusa la biancheria;
- se l’affitto non supera i 30 giorni non esiste l’obbligo di registrare il contratto e di pagare la tassa di registrazione;


venerdì 27 giugno 2014

Nasce a Modena il condominio solidale per aiutare anziani e disabili

L'iniziativa è del Comune di Modena. In una palazzina di 26 appartamenti ne affida sei a famiglie che vogliono aiutare gli inquilini degli altri 20: anziani, disabili lievi e persone sole. Il Comune di Modena prova a spingere più in alto l'asticella dei progetti di housing sociale già presenti in Italia. E dedica una palazzina di sua proprietà a chi decide di vivere secondo le regole di un "patto di soliderietà".

A chi è dedicato
Di 26 appartamenti disponibili, 20 vengono assegnati ad anziani soli, singoli o in coppia, ad adulti con disabilità lievi o medie, tutti affetti dalle problematiche che non risparmiano nessuno: solitudine, fragilità psicologica, scarsi legami con la famiglia, difficoltà ad uscire a fare la spesa o a pagare le bollette, pensioni bassissime e ancor meno risparmi. Gli altri sei appartamenti, a prezzi calmierati, ospiteranno famiglie - preferibilmente con figli - che decidono di vivere accanto agli anziani e ai disabili.

Come funziona
In concreto dovranno vigilare su di loro, essere pronti ad attività di primo intervento e, per alleviare la solitudine, coinvolgerli nella gestione dello stabile o nelle attività ideate dai gruppi di volontariato e dalle associazioni che lavorano in zona e che il Comune ha invitato a svolgere attività negli spazi comuni del condominio. A fare da collante, il cosiddetto portinaio solidale, come lo hanno ribattezzato: lo scopo è quello di svolgere le attività classiche, dalla manutenzione alla stesura del bilancio per le spese comuni. I Servizi Sociali del Comune di Modena guideranno le famiglie e le associazioni.

venerdì 20 giugno 2014

Cedolare secca al 10 % e misure varie per le locazioni: ricetta Renzi

Vengono incrementati rispettivamente con 100 milioni il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e 226 milioni il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.

Con l'obiettivo di favorire l'immissione sul mercato degli alloggi sfitti si riduce dal 15 al 10%, per il quadriennio 2014-2017, l'aliquota della cedolare secca di cui si potrà usufruire anche in caso di abitazioni date in locazione a cooperative o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Per attenuare le tensioni sul mercato delle locazioni (2,5 milioni di famiglie in affitto pagano un canone superiore al 40% del loro reddito) la norma prevede che le risorse del Fondo Affitto sono destinate anche alla creazione di strumenti a livello comunale (ad es. Agenzie locali) che svolgano una funzione di garanzia terza fra proprietario e affittuario: per i mancati pagamenti del canone; per eventuali danni all'alloggio.


martedì 17 giugno 2014

Sanzioni per contratti senza certificazione energetica (Ape)


Decreto Destinazione Italia, legge di Stabilità per il 2014 e Milleproroghe si sovrappongono con obblighi in contrasto tra loro in merito all'obbligatorietà del'APE. Il panorama della certificazione energetica degli edifici è confuso da norme che al momento sembrano sovrapporsi. Decreto Destinazione Italia, legge di Stabilità per il 2014 e Decreto Milleproroghe hanno dettato disposizioni che, in poco tempo, hanno introdotto, modificato e in seguito annullato l’obbligo di allegare l’APE, Attestato di prestazione energetica, ai contratti di compravendita e affitto degli immobili. Il problema è che tutte le norme in questione sono in vigore, quindi resta da capire quale prevarrà.

Nullità dei contratti senza APE
Fino all’inizio dell’autunno, la regola vigente era quella della Legge Ecobonus, che ha recepito la Direttiva 2010/31/Ue sul rendimento energetico in edilizia, che prevedeva la nullità dei contratti di compravendita e affitto stipulati in mancanza dell’Attestato di prestazione energetica.

A differenza della direttiva europea, la legge italiana prevedeva l’obbligo di allegare l’Ape anche alle cessioni a titolo gratuito. Un onere giudicato eccessivo, che ha dato il via a una serie di revisioni.


lunedì 16 giugno 2014

Come determinare il corretto prezzo di un immobile

Di fatto con l'avvento della crisi e il relativo "crollo" dei prezzi il valore di un immobile dovrebbe essere in linea con le reali potenzialita' di acquisto che noi, agenzie immobiliari registriamo da parte di possibili acquirenti nelle zone dove operiamo.
Questo rimane pero' un tema spesso controverso quando facciamo presente al venditore la somma che riteniamo giusta per il suo immobile, in quanto coloro che hanno acquistato ai prezzi correnti fino al 2008 si ritrovano a dover vendere a molto meno se desiderano concludere in fretta (teniamo conto che concludere velocemente una trattativa oggi implica comunque dai 90 ai 120 giorni perche' le istruttorie bancarie hanno tempi piu' lunghi, difficilmente decidono le filiali se e come accordare un mutuo ma tutto va alla sede e spesso occorre selezionare bene l'Istituto di credito al quale ci si affida per un mutuo in quanto si hanno offerte e tassi assai differenti) . Dunque i tempi sono piu' lunghi e le trattative spesso molto piu' a ribasso della somma che si immaginava di ottenere perche' gli Istituti bancari erogano cifre piu' basse. Ma allora quanto e' il giusto prezzo per accontentare venditore e acquirente? Quotidianamente registriamo interesse per immobili che si attestano su un valore che non supera i 170 mila, nel caso di appartamenti datati questo valore si riduce a 150/130 mila perche' non sono in categorie energetiche alte (B-C) perche' necessitano di lavori di ammodernamento insomma perche' non hanno le caratteristiche che una coppia giovane immagina di ottenere acquistando nel 2014. Tutto cio' rende difficoltoso gia' l'approccio mettiamoci poi la scarsa propensione delle banche a concedere mutui e tutto si ferma.

lunedì 9 giugno 2014

Nessun permesso di costruire per pergolati o strutture amovibili

Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) con sentenza n. 1777/2014, si è pronunciato definitivamente sull’appello proposto, accogliendo il ricorso di primo grado in merito all'esclusione dagli abusi edilizi di strutture non ancorate in modo fisso al pavimento.

Non c’è bisogno di chiedere quindi, al Comune di riferimento, il permesso di costruire se si vuole realizzare una "struttura di arredo, installata su pareti esterni dell’unità immobiliare di cui è ad esclusivo servizio, costituito da struttura leggera e amovibile, caratterizzata da elementi in metallo o in legno di esigua sezione, coperta da telo anche retrattile, stuoie in canna o bambù o materiale in pellicola trasparente, priva di opere murarie e di pareti chiuse di qualsiasi genere, costituita da elementi leggeri, assemblati tra loro, tali da rendere possibile la loro rimozione previo smontaggio e non demolizione".

Per i giudici amministrativi la tenda-pergolato in esame "non configura né un aumento del volume e della superficie coperta, né la creazione o modificazione di un organismo edilizio, né l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio cui è connessa, in ragione della sua inidoneità a modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni interessati, della sua facile e completa rimuovibilità, dell’assenza di tamponature verticale e della facile rimuovibilità della copertura orizzontale (addirittura retraibile a mezzo di motore elettrico)."


giovedì 22 maggio 2014

Che cos'è la Cedolare secca e come si applica?

Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio usufrutto) su unità immobiliari abitative locate.
L’opzione non può essere effettuata nell’ esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.
Non possono aderire al nuovo regime le società e gli enti non commerciali.

Contitolarità
In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore.
I locatori contitolari che non esercitano l’opzione sono tenuti al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. E deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione.
L’imposta di registro deve essere versata per l’intero importo stabilito nei casi in cui la norma fissa l’ammontare minimo dell’imposta dovuta.
Requisiti degli immobili per esercitare l'opzione
L’opzione può essere esercitata in relazione a ciascuna unità immobiliare ad uso abitativo e alle relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione.

giovedì 15 maggio 2014

Che cos'è il Temporary Shop?


Per Temporary Shop si intendono i negozi o uffici a tempo. Significa che puoi disporre di ambienti corredati da tutti i comfort quali aria condizionata, riscaldamento linea internet e Pos oltre a luce/acqua/gas, parcheggio e sorveglianza. Un Temporary shop è l'ideale per iniziare un attività senza correre rischi.Il contratto di sei mesi rinnovabile per i successivi sei, non ti impegna e ti lascia libero/a di provare e decidere di proseguire l'attività o mollare senza aver fatto debiti e nella massima tranquillità.Il concetto del "tutto compreso" è una formula nuova che ti permette di non avere sorprese, sai fin da subito quello che spendi e sai che sei libero/a di lasciare o proseguire senza gli obblighi dei contratti normali d'affitto commerciali.Chiedi un appuntamento per maggiori informazioni abbiamo negozi o uffici a partire da € 400,00 il mese tutto compreso.


venerdì 9 maggio 2014

Affitti in nero: cancellate le super sanzioni contro i proprietari con effetto retroattivo

Cancellate con un tratto di penna le super-sanzioni contro i proprietari che affittano abitazioni in nero. La possibilità per l'inquilino di denunciare il padrone di casa, ottenendo un canone scontato, non esiste più. Anzi, è come se non fosse mai esistita.

La pronuncia 
La Corte costituzionale, con la sentenza 50/2014, dichiara illegittimo l'articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23/2011. Ovvero le norme che permettevano all'inquilino di registrare di propria iniziativa il contratto d'affitto presso un qualsiasi ufficio delle Entrate, beneficiando di un canone annuo pari al triplo della rendita catastale (importo che in genere è del 70-80% inferiore ai valori di mercato), con una durata di quattro anni rinnovabili di altri quattro.
Secondo le disposizioni bocciate dalla Corte costituzionale, la registrazione poteva essere effettuata a cura dell'inquilino  (ma anche da parte dei funzionari del Fisco o della Guardia di Finanza) in tutti i casi in cui il contratto d'affitto non era stato registrato entro il termine previsto dalla legge (30 giorni dalla firma). E lo stesso succedeva quando il contratto era stato registrato indicando un importo inferiore a quello reale oppure quando, al posto di un contratto di locazione, era stato registrato un finto comodato gratuito.


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